Contratto dei medici, aumenti fino a 380 euro e nuove tutele contro le aggressioni: corsa alla firma entro ottobre


Il negoziato riguarda oltre 137 mila professionisti: circa 120 mila medici e 17 mila dirigenti sanitari non medici, tra veterinari, farmacisti, biologi, chimici, fisici, psicologi e dirigenti delle professioni sanitarie. È la stessa platea alla quale si applica il precedente Ccnl 2022-2024, sottoscritto definitivamente soltanto il 27 febbraio 2026. 
Il calendario è già tracciato. Il primo ottobre è prevista una riunione per l’intera giornata, destinata ad affrontare i punti ancora irrisolti. Un secondo incontro è stato fissato per il 13 ottobre e, nelle intenzioni dell’Agenzia, dovrebbe essere quello conclusivo.
«Il confronto è stato ampio e positivo e ha consentito di compiere passi avanti sui temi principali», ha dichiarato il presidente dell’Aran Antonio Naddeo. La trattativa, tuttavia, non è ancora chiusa: sul tavolo restano la retribuzione durante le ferie, la libera professione, il welfare aziendale e la disciplina delle prestazioni aggiuntive. 
Aumento medio di 240 euro, ma si può superare quota 380
La parte economica prevede un incremento contrattuale medio di circa 240 euro lordi al mese per tredici mensilità. A questa somma dovrebbero aggiungersi mediamente circa 140 euro mensili derivanti da risorse ulteriori già previste da disposizioni legislative.
L’aumento complessivo può quindi superare i 380 euro lordi mensili. Non si tratta, però, di una maggiorazione identica per tutti. L’importo effettivo dipenderà dal profilo professionale, dall’incarico ricoperto, dalla retribuzione di posizione, dalle indennità spettanti e dalla ripartizione dei fondi contrattuali.
La dotazione indicata nell’atto di indirizzo approvato dal Comitato di settore Regioni-Sanità ammonta a 968 milioni di euro a regime dal 2027. Le risorse devono finanziare stipendi tabellari, retribuzione di posizione e di risultato, indennità e interventi sul benessere organizzativo. 
Il nuovo rinnovo arriva quasi senza intervallo rispetto a quello 2022-2024. Quest’ultimo aveva prodotto un incremento medio complessivo indicato in circa 491 euro lordi mensili, includendo le diverse componenti economiche, e aveva rafforzato in particolare la retribuzione di posizione dei dirigenti più giovani. 

I due dati non devono però essere sommati in modo automatico come se rappresentassero un aumento uniforme della busta paga di ciascun dirigente: riguardano tornate contrattuali differenti e includono voci retributive distribuite secondo incarichi, anzianità e condizioni di lavoro.
Aggressioni, patrocinio gratuito e sostegno psicologico
Uno dei capitoli più rilevanti riguarda le aggressioni contro medici e professionisti sanitari. La bozza rafforza le tutele per chi subisce violenze durante il lavoro, prevedendo il patrocinio legale gratuito e l’accesso al supporto psicologico.
La protezione non dovrebbe quindi esaurirsi nella denuncia penale o nell’assistenza dell’azienda durante il procedimento giudiziario. Il contratto riconosce anche le conseguenze emotive e psicologiche di un’aggressione, che possono proseguire ben oltre le lesioni fisiche e tradursi in paura, insonnia, stress post-traumatico o difficoltà nel rientro in servizio.
È prevista inoltre la possibilità di ricorrere alle ferie solidali: i colleghi potranno cedere volontariamente parte dei propri giorni di riposo al professionista vittima di violenza, fino a un massimo di 30 giorni.
La misura rappresenta una tutela successiva all’evento. Non sostituisce gli obblighi delle aziende sanitarie in materia di prevenzione, sicurezza degli ambienti, valutazione del rischio, organizzazione dei servizi e presenza di personale adeguato, soprattutto nei pronto soccorso, nei servizi di salute mentale e nell’emergenza territoriale.
Il nodo della retribuzione durante le ferie
Tra le questioni ancora da definire vi è il riconoscimento delle indennità accessorie durante le ferie. Il punto è rilevante soprattutto per chi riceve una parte consistente della retribuzione attraverso compensi collegati a turni, notti, festivi e particolari condizioni operative.
Il principio europeo è che il periodo di ferie non debba determinare una riduzione tale da scoraggiare il lavoratore dall’utilizzarlo. La Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che durante le ferie deve essere mantenuta la retribuzione “normale” e che le componenti intrinsecamente legate alle mansioni possono concorrere al suo calcolo. Occorre però analizzare la natura delle singole indennità: non ogni voce occasionale entra automaticamente nella paga delle ferie. 
Il contratto dovrà tradurre questo principio in regole applicabili in modo uniforme, evitando interpretazioni differenti tra aziende sanitarie e contenziosi giudiziari.
Orario di lavoro e prestazioni aggiuntive
Un altro terreno delicato è quello dell’orario. Il Ccnl 2019-2021 aveva già riconosciuto il problema delle ore eccedenti le 38 settimanali, introducendo una disciplina più stringente sul loro recupero e considerando anche il tempo dedicato alla formazione e all’aggiornamento professionale. 
La nuova trattativa interviene nuovamente sull’organizzazione del lavoro, in un sistema nel quale carenze di organico, turni scoperti e ricorso allo straordinario rischiano di rendere strutturale ciò che dovrebbe essere eccezionale.
Resta da definire anche la disciplina delle prestazioni aggiuntive, cioè l’attività richiesta ai dirigenti oltre gli impegni ordinari e remunerata separatamente. I sindacati chiedono regole chiare, adesione effettivamente volontaria e compensi adeguati, evitando che queste prestazioni diventino lo strumento ordinario con cui colmare i vuoti di personale.
Il tema si collega alla libera professione intramuraria. Il contratto dovrà coordinare l’attività istituzionale, quella aggiuntiva richiesta dalle aziende e l’attività libero-professionale, senza comprimere il diritto al riposo né creare sovrapposizioni nelle responsabilità.
Incarichi e carriere
La bozza prosegue il riordino degli incarichi dirigenziali. L’obiettivo è rendere più leggibile il percorso professionale, collegando responsabilità, competenze e trattamento economico.
Il precedente contratto aveva rafforzato l’obbligo di attribuire un incarico a tutti i dirigenti e introdotto procedure più definite per chi possiede almeno cinque anni di anzianità. Il Ccnl 2022-2024 aveva inoltre aumentato del 55 per cento la componente fissa della retribuzione di posizione per i neoassunti, nel tentativo di rendere più competitivo l’ingresso nel Servizio sanitario. �
Aran Agenzia +1
Il nuovo testo interviene sull’evoluzione degli incarichi, sull’adeguamento della retribuzione di posizione e sui fondi che alimentano le componenti accessorie. La partita non riguarda soltanto gli aumenti: dalle regole sugli incarichi dipende la possibilità di costruire una carriera clinica e professionale anche senza diventare direttore di struttura complessa.
Intelligenza artificiale e cybersicurezza entrano nel contratto
Tra le novità compare l’intelligenza artificiale. Il tema dovrebbe entrare nelle relazioni sindacali regionali e nell’Organismo paritetico per l’innovazione, sede nella quale amministrazioni e rappresentanti dei lavoratori esaminano i cambiamenti organizzativi e tecnologici.
L’innovazione non riguarda soltanto l’impiego clinico degli algoritmi. L’intelligenza artificiale può incidere sulla distribuzione dei carichi, sulla programmazione dei turni, sulla valutazione delle attività, sulla gestione delle liste d’attesa e sull’organizzazione dei servizi. Per questo il confronto dovrebbe interessare trasparenza dei sistemi, responsabilità delle decisioni e tutela dei professionisti.
La formazione viene estesa anche alla cybersicurezza. Ospedali, laboratori e servizi territoriali gestiscono dati sanitari particolarmente sensibili e sono esposti ad attacchi capaci di bloccare prenotazioni, referti e attività cliniche. L’aggiornamento digitale diventa quindi parte della sicurezza delle cure, non un semplice adempimento informatico.
Il testo affronta inoltre le specificità organizzative delle Agenzie regionali per la protezione ambientale, degli Istituti zooprofilattici e dei servizi di emergenza territoriale, realtà comprese nell’Area Sanità ma caratterizzate da attività e modelli operativi differenti.
Il primo ottobre il passaggio decisivo
La consegna della bozza completa rappresenta un avanzamento importante, ma non equivale a un’intesa. I sindacati dovranno verificare sia la distribuzione delle risorse sia la formulazione delle norme su orario, ferie, carriera, prestazioni aggiuntive, welfare e libera professione.

Il confronto del primo ottobre servirà a capire se le distanze possono essere colmate. Il 13 ottobre potrebbe arrivare la firma dell’ipotesi, che dovrà poi affrontare i controlli previsti prima della sottoscrizione definitiva.
La rapidità avrebbe anche un valore politico: dopo anni di rinnovi conclusi quando il periodo contrattuale era già scaduto, il Ccnl 2025-2027 potrebbe essere firmato prima della fine del triennio. Ma per medici e dirigenti sanitari il risultato non sarà misurato soltanto dagli aumenti. La vera prova sarà la capacità del contratto di incidere sulle condizioni quotidiane di lavoro, sulla sicurezza, sui riposi e sulle prospettive di carriera nel Servizio sanitario nazionale.


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