RAMSES CONSULTING NEWS n. 793 – 25 settembre 2026
100 milioni per gli investimenti delle PMI
Apertura dello sportello ancora da definire
Le domande non possono ancora essere presentate. Sarà un successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese a stabilire le date di apertura e chiusura dello sportello, le modalità di trasmissione telematica delle istanze, la documentazione necessaria e le ulteriori disposizioni operative relative alla procedura di valutazione.
Il Bando Filiera Moda 2026, disciplinato dal Decreto Ministeriale del 6 agosto 2026, mette a disposizione 100 milioni di euro, a valere sul Fondo per la crescita sostenibile, per sostenere i programmi di sviluppo delle PMI che operano nei settori del tessile, dell’abbigliamento, delle calzature, delle pelli e degli accessori.
La misura prevede la concessione di contributi a fondo perduto, ai quali può aggiungersi, su richiesta dell’impresa, un finanziamento agevolato, con una copertura complessiva che può arrivare fino al 75% delle spese ammissibili, nel rispetto delle intensità di aiuto applicabili al singolo progetto.
I programmi devono prevedere investimenti complessivi ammissibili compresi tra 1 milione e 20 milioni di euro e possono comprendere, oltre agli interventi produttivi, progetti dedicati all’innovazione dei processi e dell’organizzazione, alla formazione del personale e, per gli investimenti di maggiore dimensione, alla ricerca industriale e allo sviluppo sperimentale.
Una parte delle risorse è destinata in via prioritaria alle imprese di minori dimensioni e agli investimenti nel Mezzogiorno: il 25% della dotazione, pari a 25 milioni di euro, è riservato alle micro e piccole imprese, mentre il 40%, pari a 40 milioni di euro, è destinato agli interventi realizzati nelle regioni del Sud.
Le PMI che possono partecipare al bando
Possono accedere agli incentivi le micro, piccole e medie imprese (PMI) che, alla data di presentazione della domanda, rispettano i requisiti stabiliti dal decreto.
In particolare, le imprese devono essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese e operare nella filiera della moda, risultando titolari di almeno uno dei codici ATECO 2025 ammessi, individuati nell’Allegato 1 del Decreto Ministeriale.
La partecipazione è consentita sia in forma individuale sia attraverso programmi congiunti. In quest’ultimo caso, l’aggregazione deve essere composta da un minimo di 3 a un massimo di 6 PMI appartenenti alla filiera. Ogni impresa può partecipare alla misura presentando una sola domanda, individualmente oppure nell’ambito di un progetto congiunto.
Per accedere alle agevolazioni è inoltre necessario che l’impresa non sia sottoposta a procedure concorsuali con finalità liquidatorie, risulti in regola con gli obblighi contributivi attestati dal DURC e rispetti la normativa in materia di antimafia.
Tra i requisiti richiesti rientra anche l’adempimento degli obblighi relativi alla copertura assicurativa contro i danni derivanti da calamità naturali ed eventi catastrofali, prevista dall’articolo 1, comma 101, della Legge n. 213/2023.
Codici ATECO 2025 ammessi – Allegato 1 DM 6 agosto 2026
| Codice ATECO 2025 | Descrizione | Note e limitazioni operative |
|---|---|---|
| 13 | Fabbricazione di tessili | Intera divisione ATECO |
| 14 | Fabbricazione di articoli di abbigliamento | Intera divisione ATECO |
| 15 | Fabbricazione di pelli e cuoi e articoli in pelle e simili | Intera divisione ATECO |
| 16.27.00 | Finitura di prodotti in legno | Limitatamente a parti per calzature e accessori moda |
| 16.28.19 | Fabbricazione di altri prodotti in legno n.c.a. | Limitatamente a forme per calzature, stivali, tendiscarpe, stampelle per abiti, manici di ombrelli e bastoni |
| 18.12.00 | Altra stampa | Limitatamente alla stampa serigrafica su prodotti tessili/abbigliamento e incisione laser su tessili |
| 20.42.00 | Fabbricazione di profumi e cosmetici | Ammesso |
| 20.59.99 | Fabbricazione di altri prodotti chimici vari n.c.a. | Limitatamente a materiali utilizzati nel finissaggio di tessili e cuoio |
| 20.60.00 | Fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali | Ammesso |
| 22.12.00 | Fabbricazione di altri prodotti in gomma | Limitatamente ad abbigliamento in gomma, pettini, spille per capelli e rulli in gomma dura |
| 22.26.99 | Fabbricazione di altri prodotti in materie plastiche n.c.a. | Limitatamente ad articoli di profumeria, abbigliamento e forme in plastica per calzature |
| 25.51.00 | Rivestimento dei metalli | Limitatamente ai trattamenti destinati alla produzione di accessori moda |
| 25.52.00 | Trattamento termico dei metalli | Limitatamente ai trattamenti termici per accessori moda |
| 25.53.00 | Lavori di meccanica generale dei metalli | Limitatamente alle lavorazioni di metalli per accessori moda |
| 25.63.20 | Fabbricazione di stampi, portastampi, sagome | Limitatamente alla stampa di minuteria metallica per accessori |
| 25.93.10 | Fabbricazione di prodotti con fili metallici | Limitatamente alla fabbricazione di tessuti |
| 25.99.90 | Fabbricazione di altri prodotti vari in metallo n.c.a. | Limitatamente a fermagli, fibbie, ganci, ditali, arricciacapelli, telai ombrelli e pettini in metallo |
| 26.52.00 | Fabbricazione di orologi | Limitatamente ad orologi di qualsiasi tipo, casse (anche in metalli preziosi) e componenti |
| 32.12.10 | Lavorazione di pietre preziose e semipreziose | Ammesso |
| 32.12.20 | Fabbricazione di gioielli e oreficeria in metalli preziosi | Ammesso |
| 32.13.00 | Fabbricazione di bigiotteria e articoli simili | Ammesso |
| 32.50.30 | Fabbricazione di lenti oftalmiche | Ammesso |
| 32.50.40 | Fabbricazione di montature per occhiali | Ammesso |
| 32.99.10 | Fabbricazione di dispositivi protettivi di sicurezza | Limitatamente ai dispositivi con componente tessile prevalente |
| 32.99.20 | Fabbricazione di ombrelli, bottoni, chiusure lampo, parrucche | Ammesso |
| 74.11.20 | Attività di progettazione di moda | Ammesso |
Investimenti da 1 a 20 milioni di euro
I programmi di sviluppo devono essere realizzati presso unità produttive localizzate sul territorio nazionale e prevedere spese complessivamente ammissibili comprese tra 1 milione e 20 milioni di euro.
Nel caso dei programmi presentati congiuntamente da più PMI, la quota di investimento sostenuta da ciascuna impresa partecipante non può essere inferiore a 200.000 euro.
Gli interventi produttivi possono riguardare la creazione di una nuova unità produttiva, l’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, la diversificazione della produzione verso prodotti precedentemente non realizzati, la ristrutturazione attraverso un cambiamento sostanziale del processo produttivo oppure l’acquisizione degli attivi di uno stabilimento.
Per i programmi di investimento produttivo fino a 1 milione di euro, il decreto consente inoltre interventi di rinnovo di impianti, macchinari e attrezzature finalizzati al mantenimento o al miglioramento della capacità produttiva, secondo le condizioni previste dal regime de minimis.
Resta comunque fermo il requisito generale di almeno 1 milione di euro di spesa complessiva necessario per accedere alla misura.
Innovazione, formazione e ricerca insieme agli investimenti produttivi
Al programma di investimento principale possono essere affiancati ulteriori progetti destinati a sostenere l’innovazione e la crescita delle imprese della filiera.
I progetti di innovazione di processo e dell’organizzazione possono rappresentare fino al 40% dell’investimento complessivo, mentre gli interventi dedicati alla formazione del personale possono raggiungere il 20%.
Per i programmi di investimento produttivo superiori a 5 milioni di euro è inoltre possibile integrare attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
In questo modo il bando consente di affiancare agli investimenti materiali interventi finalizzati alla trasformazione dei processi produttivi, all’acquisizione di nuove competenze e allo sviluppo di soluzioni innovative.
Quali spese possono essere finanziate
Per i programmi di investimento produttivo sono ammissibili le spese relative al suolo aziendale e alle relative sistemazioni, entro il limite del 10% dell’investimento produttivo, e quelle per opere murarie, lavori edili e infrastrutture specifiche, fino al 40%.
Sono inoltre finanziabili macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, compresi gli impianti destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili per l’utilizzo nell’unità produttiva, oltre alle immobilizzazioni immateriali, come brevetti, licenze e know-how.
Le consulenze specialistiche direttamente collegate al programma produttivo sono ammesse entro il limite del 5% dell’investimento.
Per i progetti di innovazione di processo e dell’organizzazione possono rientrare tra i costi ammissibili il personale dipendente impiegato nelle attività, gli strumenti e le attrezzature, la ricerca contrattuale e le spese generali direttamente connesse, queste ultime entro il limite previsto del 20%.
Per la formazione sono finanziabili, tra l’altro, i costi dei docenti e dei formatori, le spese operative direttamente collegate alle attività e le consulenze, queste ultime entro il 10% dei costi ammissibili di formazione.
Nei progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, ammessi per i programmi superiori a 5 milioni di euro, possono invece essere finanziati il personale dedicato, la strumentazione utilizzata, la ricerca contrattuale e le spese generali calcolate nella misura forfettaria del 20% degli altri costi di ricerca e sviluppo.
Fondo perduto e finanziamento agevolato: come funzionano gli incentivi
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto e, su richiesta dell’impresa, di finanziamento agevolato.
La somma delle due componenti non può in nessun caso superare il 75% degli investimenti complessivamente ammissibili. Il 75%, quindi, rappresenta il tetto massimo della copertura e non una percentuale di contributo a fondo perduto automaticamente riconosciuta a tutte le imprese.
L’importo effettivamente concedibile dipende infatti dalle intensità massime previste dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale, dal Regolamento GBER, dalla disciplina de minimis, dalla tipologia di intervento e dalla localizzazione dell’investimento.
Il finanziamento agevolato, facoltativo, può essere richiesto fino al 20% degli investimenti ammissibili. Ha una durata massima di 10 anni, alla quale può aggiungersi un periodo di preammortamento fino a 3 anni, commisurato alla durata del programma.
Il tasso applicato è pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data di concessione delle agevolazioni, determinato sulla base dei parametri stabiliti dalla Commissione europea. Il rimborso avviene mediante rate semestrali costanti posticipate.
Per i programmi di investimento produttivo agevolati ai sensi dell’articolo 14 del Regolamento GBER, l’impresa deve inoltre garantire almeno il 25% delle spese ammissibili attraverso risorse proprie oppure finanziamenti esterni privi di qualsiasi forma di sostegno pubblico.
Per alcuni investimenti produttivi, il decreto consente di ricorrere al regime de minimis. In questo caso l’intensità dell’aiuto non può superare il 50% degli investimenti ammissibili, fermo restando il limite complessivo del 75% previsto per contributo e finanziamento agevolato.
Le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti di Stato, compresi quelli in regime de minimis, nei limiti stabiliti dalla normativa europea, e con altre agevolazioni pubbliche che non costituiscono aiuti di Stato, evitando in ogni caso la sovracompensazione delle medesime spese.
100 milioni disponibili, con riserve per piccole imprese e Mezzogiorno
La dotazione complessiva del Bando Filiera Moda è pari a 100 milioni di euro, provenienti dal Fondo per la crescita sostenibile.
Il decreto individua due specifiche riserve finanziarie. Il 25% delle risorse, pari a 25 milioni di euro, è destinato alle micro e piccole imprese.
Un’ulteriore quota pari al 40% dello stanziamento, quindi 40 milioni di euro, è riservata agli interventi realizzati nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Non sarà un click day: prevista una graduatoria di merito
L’accesso alle risorse avverrà attraverso una procedura valutativa con graduatoria. L’ordine temporale di invio delle domande, pertanto, non sarà da solo determinante per stabilire la priorità di accesso alle agevolazioni.
La valutazione prenderà in considerazione diversi elementi, tra cui la copertura finanziaria del programma, il rapporto tra EBITDA e investimento, il possesso di certificazioni di carattere etico e sociale e l’adozione di strumenti per garantire la tracciabilità della catena di fornitura.
Un successivo provvedimento applicativo definirà nel dettaglio i punteggi attribuiti ai diversi indicatori e le eventuali soglie minime necessarie per accedere alla graduatoria.
Sono previste le seguenti maggiorazioni percentuali di punteggio:
- +3% per il possesso del Rating di Legalità.
- +3% per il possesso della Certificazione della Parità di Genere.
- +3% per l’utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o UE nel ciclo produttivo.
- +3% per i progetti in forma congiunta da imprese che coprono diverse fasi della catena del valore.
- +10% per le imprese con un’incidenza del costo del personale superiore al 15% del fatturato.
Come saranno presentate e valutate le domande
Le date per la presentazione delle domande non sono ancora state stabilite. Un successivo provvedimento della Direzione generale per gli incentivi alle imprese del MIMIT definirà l’apertura e la chiusura dello sportello telematico, i modelli da utilizzare, la documentazione richiesta e le istruzioni operative.
Le istanze dovranno essere presentate esclusivamente attraverso la procedura telematica predisposta dal soggetto gestore.
La graduatoria dovrà essere pubblicata entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello. Seguendo l’ordine della graduatoria sarà quindi avviata l’istruttoria delle domande, che dovrà concludersi entro 90 giorni dalla pubblicazione della graduatoria, fatte salve eventuali sospensioni dei termini per richieste di integrazione.
Durante l’istruttoria saranno verificati, tra gli altri aspetti, la disponibilità delle risorse, il possesso dei requisiti di ammissibilità, la solidità economico-finanziaria dell’impresa, la fattibilità tecnica del progetto e la congruità delle spese.
In caso di esito positivo e disponibilità delle risorse sarà adottato il provvedimento di concessione delle agevolazioni.
Avvio dei progetti, durata ed erogazione delle agevolazioni
Gli interventi dovranno essere realizzati presso un’unità locale situata in Italia e potranno essere avviati soltanto dopo la presentazione della domanda di agevolazione.
I programmi dovranno essere completati entro 36 mesi dalla data del provvedimento di concessione. In presenza di adeguate motivazioni potrà essere richiesta una proroga fino a un massimo di ulteriori 12 mesi.
Le agevolazioni saranno erogate attraverso un massimo di 3 stati di avanzamento lavori (SAL), ciascuno, di norma, di importo non inferiore al 25%.
L’impresa può inoltre richiedere una prima erogazione in anticipazione fino al 25% delle agevolazioni concesse, previa presentazione di una fideiussione bancaria o di una polizza assicurativa di importo corrispondente.
Prepararsi al bando prima dell’apertura dello sportello
Per il Bando Filiera Moda la preparazione della domanda assume un’importanza particolare, perché l’accesso alle risorse avverrà attraverso una graduatoria e diversi elementi che incidono sul risultato possono essere valutati prima dell’apertura dello sportello.
Un primo aspetto riguarda il perimetro delle attività ammesse. L’Allegato 1 individua i codici ATECO 2025 che consentono l’accesso alla misura e, per alcune attività, l’ammissibilità è circoscritta a specifiche lavorazioni. È quindi necessario verificare preventivamente la corrispondenza tra l’attività effettivamente svolta dall’impresa e quella prevista dal decreto.
Un secondo elemento riguarda i dati economico-finanziari utilizzati per la graduatoria. Tra gli indicatori figurano la copertura finanziaria del programma e il rapporto tra margine operativo lordo e investimento. Anche la premialità del 10% collegata all’incidenza del costo del personale superiore al 15% del fatturato viene calcolata sulla base dell’ultimo bilancio approvato prima della presentazione della domanda.
Infine, è necessario individuare correttamente il regime di aiuto applicabile. L’intensità dell’agevolazione varia infatti in funzione della localizzazione dell’unità produttiva, della tipologia di investimento e dell’applicazione del Regolamento GBER o del regime de minimis. Il contributo effettivamente ottenibile deve quindi essere determinato sulla base delle caratteristiche dello specifico programma di investimento.
Ramses al tuo fianco
Ramses Consulting affianca le imprese già nella fase precedente all’apertura dello sportello, verificando l’ammissibilità dell’attività e delle spese, analizzando il posizionamento dell’impresa rispetto agli indicatori utilizzati per la graduatoria, individuando le eventuali premialità ancora acquisibili e valutando il regime di aiuto più adatto al progetto.
L’assistenza prosegue nella fase di presentazione della domanda, nella gestione della rendicontazione attraverso gli stati di avanzamento lavori e nel rispetto degli adempimenti previsti successivamente alla concessione delle agevolazioni.
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