Per coloro che utilizzano il Modello 730/2026 indicando un sostituto d’imposta, novembre può portare una nuova trattenuta sullo stipendio (se dipendente) ovvero sulla pensione. SI tratta del secondo o unico acconto 2026, determinato sulla base dei dati inseriti nel Modello 730 stesso. L’importo indicato nel relativo prospetti, tuttavia, non deve essere necessariamente versato per intero quando la situazione fiscale dell’anno in corso è cambiata rispetto all’anno oggetto della dichiarazione redditi. In presenza di determinate condizioni è possibile diminuirlo oppure chiedere che non venga per nulla trattenuto, purché la scelta sia comunicata entro la scadenza prevista.
Secondo o unico acconto 2026: perché viene trattenuto a novembre
Il Modello 730 con sostituto d’imposta permette di regolare i debiti e crediti fiscali senza versamenti o richieste di rimborso effettuati direttamente dal contribuente. E’ ,infatti, il datore di lavoro, oppure l’ente pensionistico, a eseguire le operazioni sulla busta paga o cedolino pensione.
Per il Modello 730/2026, riferito al periodo d’imposta 2025, il calendario segue due fasi. Per il saldo 2025 e primo acconto 2026, la trattenuta è iniziata dal luglio 2026 per i dipendenti, ovvero agosto/settembre per i pensionati. Nel mese di novembre arriva, invece, la trattenuta per il secondo o unico acconto 2026. Ovviamente sempreché dal 730 sia emerse l’imposta a debito e non a credito.
Il calcolo, come detto, parte dai redditi conseguiti nel 2025 e dichiarati con il 730/2026 presentato entro il 30 settembre di questo stesso anno. Il sistema, in sostanza, considera come riferimento la situazione fiscale dell’anno precedente e presume che nel 2026 non intervengano variazioni significative.
Quando è possibile abbassare l’importo da versare
Il metodo di calcolo dell’acconto basato sul Modello 730/2026 è definito “storico”, appunto perché la base di calcolo è la storia dell’anno oggetto della dichiarazione redditi avente ad oggetto il 2025.
Tuttavia, questo metodo non è detto che rispecchi quanto realmente poi accade nel 2026. Per esempio, può accadere che il reddito complessivo del 2026 sia inferiore a quello del 2025 e questo oggi il contribuente è già in grado di saperlo (ad esempio nel 2026 rispetto al 2025 non percepisce più il canone di affitto).
Allo stesso tempo, il contribuente può darsi che abbia già sostenuto per il 2026 (o prevede di sostenere) spese detraibili/deducibili maggiori rispetto all’anno precedente.
In queste circostanze, gli acconti 2026 calcolati automaticamente attraverso la dichiarazione potrebbero risultare superiori all’imposta che poi sarà effettivamente dovuta nel Modello 730/2027 (riferito, appunto all’anno d’imposta 2026).
Lasciare la trattenuta invariata significherebbe anticipare al fisco somme non necessarie, recuperabili eventualmente attraverso la successiva dichiarazione redditi. Per evitare questa situazione, dunque, è consentito utilizzare una previsione più aderente ai redditi e agli oneri dell’anno in corso (e questo il c.d. metodo previsionale).
Comunicazione entro il 10 ottobre al sostituto d’imposta
La scelta di versare acconto inferiori, o di non versarli per nulla, poteva (può) essere effettuata già in fase di presentazione del Modello 730/2026. Ad ogni modo, con riferimento al secondo o unico acconto 2026, chi non ha fatto la scelta il sede di dichiarazione può ancora rimediare.
Il termine decisivo è il 10 ottobre 2026. Entro questa data il contribuente può comunicare al proprio sostituto d’imposta la volontà di ridurre oppure azzerare il secondo o unico acconto. La richiesta deve, quindi, arrivare al datore di lavoro oppure all’ente pensionistico prima della scadenza. Una volta ricevuta, il sostituto adeguerà la trattenuta prevista sullo stipendio o sulla pensione di novembre.
Per i lavoratori dipendenti è opportuno attenersi alle procedure stabilite dall’azienda o dall’ente di appartenenza, poiché le modalità operative possono essere organizzate internamente.
Per i pensionati, invece, la procedura deve essere effettuata esclusivamente online attraverso il portale istituzionale dell’INPS. L’accesso al servizio dedicato all’assistenza fiscale 730-4 richiede credenziali SPID almeno di livello 2, Carta d’identità elettronica (CIE) oppure Carta nazionale dei servizi (CNS).
Secondo o unico acconto 2026: la scelta e la responsabilità del contribuente
Ridurre o eliminare il versamento non significa ottenere automaticamente uno sconto sulle imposte. La decisione deriva, infatti, da una previsione personale sull’andamento dei redditi e sugli oneri fiscali del 2026.
La responsabilità del calcolo, quando si fa ricorso a questo metodo previsionale, resta in capo al contribuente. Se la diminuzione di reddito ipotizzata non dovesse verificarsi, oppure se detrazioni e deduzioni risultassero inferiori alle attese, con il Modello 730/2027 potrebbe emergere una maggiore imposta da pagare.
In presenza di un acconto omesso o versato in misura insufficiente potrebbe inoltre rendersi necessario regolarizzare prima la posizione con il ravvedimento operoso.
La possibilità di intervenire sulla trattenuta di novembre rappresenta, dunque, uno strumento utile quando esistono elementi concreti che fanno prevedere un debito fiscale più basso, ma richiede una valutazione accurata delle imposte che saranno effettivamente dovute per l’anno d’imposta 2026.
Riassumendo
- Secondo o unico acconto 2026: a novembre può essere trattenuto su stipendio o pensione.
- L’importo deriva dai redditi 2025 indicati nel modello 730/2026.
- Redditi più bassi o maggiori oneri possono giustificare una riduzione dell’acconto.
- La richiesta al sostituto d’imposta va comunicata entro il 10 ottobre 2026.
- I pensionati devono utilizzare il servizio telematico INPS con SPID, CIE o CNS.
- Un acconto insufficiente può richiedere successiva regolarizzazione tramite ravvedimento operoso.
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