L’analisi allo scanner non mente: in quel pacco appena sbarcato per via aerea all’aeroporto di Orio al Serio non c’è alcuna traccia delle “parti di mobili” che secondo la documentazione dovrebbe contenere, bensì materiale organico in infiorescenza che il narcotest di lì a poco certificherà essere positivo al Thc. Non fosse stato per il fiuto, l’esperienza e la capacità investigativa dei funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Bergamo lo stupefacente sarebbe entrato sul territorio nazionale, andando probabilmente ad alimentare attività illecite o di stampo criminale.
Nei primi otto mesi dell’anno dalla dogana dello scalo bergamasco sono state introdotte circa cinque milioni di spedizioni: merce in arrivo da tutto il mondo, acquistata principalmente sui canali e-commerce o scambiata tra operatori commerciali, che deve essere sottoposta a un processo di sdoganamento, necessario da un lato ai fini dell’assolvimento di dazi e altri tributi e dall’altro per mirate attività di tutela sia della salute e della sicurezza dei cittadini che della proprietà intellettuale.
I controlli effettuati su migliaia e migliaia di pacchi ogni giorno hanno rivelato i traffici più disparati: merce contraffatta, prodotti pericolosi o non sicuri, farmaci illegali, droga, specie animali e vegetali protette, introdotti illegalmente nel nostro Paese seguendo rotte che nella maggior parte dei casi sono già sufficienti a far accendere un campanello d’allarme.
In questo senso è fondamentale il lavoro svolto a monte dai funzionari dell’ADM, che nell’esercizio delle proprie funzioni ricoprono a tutti gli effetti il ruolo di Ufficiali di Polizia Giudiziaria e Tributaria. Tramite un’analisi dei rischi mirata, grazie alle informazioni sulle spedizioni messe a disposizione dai corrieri e a un sistema informatico centralizzato, i pacchi sospetti vengono individuati ancora prima di essere scaricati dai voli cargo, tenendo conto ad esempio di provenienze a rischio (gli Stati Uniti nel caso degli stupefacenti, Turchia, Cina, Pakistan, Nord Africa per i falsi), descrizioni fantasiose o precedenti sequestri effettuati da altre dogane, e poi sottoposti a una rigorosa verifica tramite scanner.
Lo strumento, frutto di un cofinanziamento da parte della Commissione Europea, è stato installato nell’aprile 2025 e da gennaio ad agosto di quest’anno ha consentito di portare a termine 29 sequestri di sostanze stupefacenti per un totale di 100 chili, tra i quali anche una partita di “Wax”, il miele al Thc che può raggiungere percentuali di principio attivo anche dell’80-90%.
“L’ispezione radiogena della spedizione ci consente di effettuare una vera e propria radiografia del suo contenuto – spiega Alfredo Russo, funzionario doganale sezione Controlli e Antifrode all’aeroporto di Orio al Serio – L’immagine visualizzata sul monitor permette all’operatore di verificare la coerenza tra la merce dichiarata nella documentazione di accompagnamento e il contenuto reale del collo. In caso di difformità ne disponiamo l’apertura fisica”.
Non c’è però solo la droga.
I funzionari delle dogane hanno visto spuntare dai pacchi anche dei denti di megalodonte o un gigantesco uovo del leggendario “Aepyornis maximus”, del valore di 100.000 dollari. E ancora una lista infinita di oggetti contraffatti, di provenienza soprattutto cinese: un sassofono Selmer, tra i più prestigiosi in commercio, scarpe e accessori Valentino, orologi Rolex e Patek Philippe, persino i tipici coltelli sardi “pattada”, assemblati in Pakistan, importati e rivenduti come prodotti artigianali realizzati in Gallura.
“La contraffazione non è solo un illecito economico, ma un fenomeno globale che mina la competitività delle imprese, mette a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini e danneggia perfino l’ambiente – sottolinea Maria Grazia De Angelis, Responsabile Sezione Controlli e Antifrode del Distaccamento Aeroporto di Orio al Serio – Tra i beni contraffatti troviamo prodotti di largo consumo, come generi alimentari, accessori, cosmetici, giocattoli e abbigliamento, nonché componenti elettronici e ricambi per auto. Spesso dietro questi traffici si nasconde la criminalità organizzata: nel solo primo semestre del 2026 a Bergamo sono stati sequestrati circa cinquemila pezzi contraffatti”.
Di fondamentale importanza è la collaborazione tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e UPS*, soprattutto per il peso che la società statunitense riveste in ambito internazionale e in particolare per il suo hub di Bergamo, il più grande gateway aereo della società in Italia con una capacità massima di smistamento di 4.700 pacchi l’ora: “La gestione doganale è una componente essenziale della logistica internazionale e un fattore strategico per le aziende che puntano a crescere oltre i confini del Paese – evidenzia Gianluca Guadagno, Transportation Manager di UPS Italia – Il nostro obiettivo è rendere il commercio internazionale e transfrontaliero più semplice ed efficiente, integrando l’intermediazione doganale nel processo di spedizione e combinando l’esperienza dei nostri professionisti specializzati in queste procedure con tecnologie e strumenti digitali. Questo approccio integrato migliora l’accuratezza delle informazioni relative alle spedizioni e aiuta le aziende a operare nei mercati oltre confine con maggiore sicurezza”.
Ed è anche nel loro interesse, e a tutela del loro lavoro, che le merci vengono sottoposte a controlli minuziosi. Non sempre l’occhio attento dei funzionari ADM è sufficiente a riconoscere l’opera dei falsari, negli anni diventati sempre più precisi nelle repliche, e diventa quindi essenziale una valutazione tecnica diretta da parte delle aziende vittime della possibile contraffazione, a cui viene inviata la merce per un’analisi più puntuale. Di particolare rilevanza è anche il fenomeno dell’importazione di farmaci o integratori vietati, il più delle volte trasportati senza alcun rispetto della catena del freddo che ne dovrebbe conservare l’integrità: un vero e proprio boom quello registrato negli ultimi anni, con i laboratori chimici dell’Agenzia che sono riusciti a confermare la pericolosità di prodotti contenenti principi farmacologici banditi o dannosi, dagli anoressizzanti alle sostanze per migliorare le prestazioni sessuali, fino a quelle per la chirurgia estetica.
Ma cosa succede una volta che le merci illegali vengono intercettate? “Se si configura un reato l’importatore viene denunciato all’Autorità Giudiziaria – spiega Maria Grazia De Angelis – In altri casi, quando la violazione è punita in via amministrativa, viene contestata una sanzione al trasgressore. In ogni caso, accertata la violazione, la merce sequestrata è destinata alla confisca e successiva distruzione”.
Non di sole merci e procedure di sdoganamento si compone, però, l’attività dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, tra le cui responsabilità ricadono invece una lunga serie di interventi regolatori, di vigilanza e di controllo anche nel campo dell’energia, degli alcolici, dei prodotti da tabacco e simili e giochi pubblici.
“Il nostro obiettivo è favorire il commercio legale, proteggere cittadini e imprese e garantire entrate fondamentali per le finanze pubbliche – chiosa Marcello Alfano, dirigente UADM Lombardia 6 Bergamo – I risultati si misurano ogni anno in maggiori entrate per lo Stato (nel 2025 i contributi all’Erario sono stati pari a 82,5 miliardi ndr), sequestri di prodotti illegali e servizi più efficienti per le imprese che operano nel rispetto delle regole. Molti conoscono la nostra attività legata alle dogane e ai giochi, ma pochi sanno che certifichiamo prodotti come la grappa, svolgiamo sofisticate analisi chimiche nei nostri laboratori, ad esempio circa la bontà delle benzine immesse sul mercato, e blocchiamo alle frontiere prodotti potenzialmente pericolosi. In pratica, tuteliamo contemporaneamente economia, salute dei cittadini e qualità del Made in Italy”.
*UPS collabora attivamente con le autorità nel contrasto ai traffici illeciti in materia di stupefacenti e contraffazione
Guarda la 13ª puntata integrale di “Dietro le quinte” nel video in apertura di articolo. Riprese e montaggio di Maurizio Bonfanti.
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