Il gasolio serve per lavorare oggi, una macchina nuova impegna invece il bilancio di un’azienda per anni. È tra queste due esigenze che si muove il pacchetto per l’agricoltura indicato da Francesco Lollobrigida in vista della prossima legge di bilancio.
Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha indicato tre direttrici principali: mantenimento delle agevolazioni IRPEF per gli agricoltori, continuità del sostegno sul gasolio agricolo e nuove risorse per gli investimenti 4.0.
Nelle dichiarazioni del 28 ottobre Lollobrigida ha parlato di circa un miliardo di euro per il gasolio agricolo e di 160 milioni destinati al 4.0.
Per le imprese, però, la distinzione fondamentale resta quella tra una misura annunciata e un beneficio già utilizzabile. Prima di inserire queste cifre nei conti aziendali serviranno infatti norme definitive, requisiti, scadenze e modalità di accesso.
IRPEF agricola, la conferma annunciata da Lollobrigida
Sul fronte fiscale il ministro ha confermato l’intenzione di mantenere l’agevolazione IRPEF per gli agricoltori.
La formula dell’esenzione deve però essere letta correttamente.
Non significa cancellazione generalizzata di tutte le imposte dovute dalle aziende agricole e non riguarda indistintamente qualsiasi reddito prodotto nel settore.
Nel regime vigente nel 2026, per i redditi dominicali e agrari di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola, la quota che concorre alla formazione del reddito complessivo è azzerata fino a 10.000 euro.
Tra 10.000 e 15.000 euro concorre invece per il 50%, mentre oltre i 15.000 euro torna integralmente imponibile.
La questione da verificare nella nuova legge di bilancio sarà quindi se questo schema verrà confermato senza modifiche oppure se cambieranno soglie, beneficiari o condizioni.
Per l’azienda agricola il punto non è soltanto sapere che “l’esenzione continua”, ma capire quale parte del proprio reddito rientrerà concretamente nell’agevolazione.
Gasolio agricolo, circa un miliardo per mantenere il sostegno
Il secondo pilastro indicato da Lollobrigida riguarda il carburante.
Il ministro ha parlato del mantenimento di circa un miliardo di euro destinato al gasolio agricolo.
Anche qui è necessaria una distinzione importante.
Il riferimento non indica automaticamente un nuovo miliardo da distribuire direttamente agli agricoltori attraverso assegni, rimborsi o contributi.
La cifra riguarda la continuità del sistema di sostegno sul carburante agricolo, nel quale il trattamento agevolato delle accise rappresenta un elemento centrale.
Per comprendere l’effetto sulle singole aziende sarà quindi necessario conoscere la struttura definitiva della misura.
Gasolio, nel 2026 sono già intervenuti altri strumenti
Il quadro della prossima manovra si inserisce in un anno nel quale il governo è già intervenuto più volte sul costo del carburante.
A maggio erano stati aggiunti 60 milioni di euro al credito d’imposta sul gasolio agricolo, portandone la dotazione complessiva da 30 a 90 milioni.
Il credito era pari al 20% delle spese sostenute per gli acquisti effettuati nei mesi di marzo, aprile e maggio.
Nello stesso intervento erano stati previsti anche 40 milioni per un credito d’imposta del 30% sugli acquisti di fertilizzanti.
Un altro pacchetto è stato annunciato il 22 ottobre, per complessivi 70 milioni di euro: 60 milioni destinati all’agricoltura e 10 milioni alla pesca.
Per le imprese agricole è previsto un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese sostenute per il carburante dal primo giugno al 15 ottobre, entro il limite massimo di 45 centesimi al litro.
Agevolazione, credito e contributo non sono la stessa cosa
È importante non sommare automaticamente tutti questi interventi come se fossero equivalenti.
Un’agevolazione sulle accise riduce il carico fiscale incorporato nel carburante.
Un credito d’imposta viene utilizzato secondo specifiche modalità fiscali.
Un contributo a fondo perduto segue invece un procedimento di riconoscimento e pagamento.
Sono strumenti differenti, anche quando cercano di affrontare lo stesso problema: l’aumento dei costi sostenuti dalle aziende.
Per questo il miliardo richiamato da Lollobrigida per la prossima manovra non deve essere interpretato automaticamente come una nuova somma aggiuntiva rispetto a tutte le misure approvate durante il 2026.
Il contributo di ottobre passa da AGEA
Per il sostegno annunciato il 22 ottobre, la gestione viene affidata ad AGEA.
Il programma prevede che modalità e termini per la presentazione della documentazione siano definiti dopo l’entrata in vigore del decreto.
Il calendario annunciato indica inoltre pagamenti entro i trenta giorni successivi alla definizione delle procedure.
Anche in questo caso è importante distinguere il calendario previsto dalla concreta erogazione.
Per le imprese conterà soprattutto sapere quando sarà possibile presentare la documentazione richiesta e quando il contributo verrà effettivamente accreditato.
Agricoltura 4.0, Lollobrigida annuncia 160 milioni
Il capitolo più direttamente legato agli investimenti riguarda i 160 milioni di euro annunciati per Agricoltura 4.0.
Lollobrigida collega queste risorse alla possibilità di favorire il rinnovo del parco macchine e l’ammodernamento tecnologico delle aziende agricole.
Per il settore si tratta di una voce particolarmente importante, perché l’acquisto di trattori, attrezzature e sistemi digitali comporta investimenti che incidono sui bilanci aziendali per diversi anni.
La cifra annunciata, tuttavia, non permette ancora di sapere quanto potrà ottenere la singola impresa.
Dovranno essere definiti beni ammissibili, percentuali del beneficio, tetti di spesa, procedure e criteri di accesso.
Il precedente del credito 4.0 per l’agricoltura
Il punto di partenza è il credito introdotto con la legge di bilancio 2026 per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura.
La scelta di uno strumento specifico deriva anche dalla particolare fiscalità del settore agricolo.
Molte aziende determinano infatti il reddito su base catastale e non avrebbero lo stesso vantaggio da strumenti costruiti sulla maggiorazione degli ammortamenti.
Il credito d’imposta permette quindi di adattare l’incentivo all’effettiva struttura fiscale delle imprese agricole.
Il quadro richiamato nel 2026 prevede un credito del 40% per investimenti fino a un milione di euro, con riferimento agli acquisti effettuati dal primo gennaio 2026 al 28 settembre 2028.
Il beneficio è utilizzabile in compensazione dall’anno successivo a quello dell’investimento.
I nuovi 160 milioni non vanno ancora sovrapposti alle regole esistenti
Questi parametri non possono però essere automaticamente attribuiti anche ai nuovi 160 milioni annunciati da Lollobrigida.
Servirà conoscere il testo della manovra e i relativi provvedimenti applicativi.
Lo stesso vale per l’eventuale estensione temporale dell’incentivo.
Sulla base delle disposizioni richiamate, il riferimento verificabile per il credito esistente resta settembre 2028. Una proroga ulteriore dovrà quindi essere confermata dalla nuova disciplina.
Per chi sta pianificando un acquisto importante è una distinzione essenziale.
Una data annunciata politicamente non dovrebbe essere utilizzata per assumere impegni finanziari fino a quando non trova conferma nella norma.
Il problema resta l’attuazione
Per Agricoltura 4.0 non conta soltanto quante risorse vengono stanziate.
Conta anche quanto rapidamente le imprese riescano effettivamente ad accedere al beneficio.
Nel corso del 2026 le organizzazioni agricole hanno già richiamato l’attenzione sui tempi del decreto attuativo necessario per rendere pienamente operativo il credito previsto dalla legge di bilancio.
Anche in Parlamento è stata sollecitata un’accelerazione delle procedure.
L’annuncio dei nuovi 160 milioni arriva quindi mentre resta centrale un problema già emerso: trasformare uno stanziamento in uno strumento concretamente utilizzabile dalle aziende.
Prima di acquistare una macchina servono regole certe
Per un’azienda agricola il valore nominale dell’incentivo non è sufficiente per stabilire se un investimento sia conveniente.
Prima dell’acquisto devono essere verificati almeno l’ammissibilità del bene, la percentuale effettiva del credito, la documentazione richiesta, la disponibilità delle risorse e i tempi nei quali il beneficio potrà essere utilizzato.
Una macchina agricola può richiedere un impegno finanziario significativo.
La decisione dovrebbe quindi restare sostenibile anche adottando una stima prudente dell’agevolazione, senza considerare automaticamente disponibile una risorsa soltanto perché è stata annunciata.
Fertilizzanti, oltre 136 milioni contro i rincari
Il carburante non è l’unica voce sulla quale il governo è intervenuto nel corso del 2026.
Per affrontare l’aumento dei prezzi dei fertilizzanti sono stati attivati oltre 136 milioni di euro.
Il pacchetto combina più di 45 milioni provenienti dalla riserva agricola europea con circa 91 milioni di risorse nazionali.
Secondo quanto comunicato dal Ministero, l’intervento è destinato a oltre 547.000 agricoltori e punta a compensare il 50% degli incrementi di costo per le colture maggiormente interessate.
Si tratta di una misura distinta dal pacchetto annunciato per la prossima legge di bilancio, ma aiuta a comprendere quanto il problema dei costi di produzione sia diventato centrale nelle politiche agricole del 2026.
Pesca, allo studio una tutela per i periodi di fermo
Lollobrigida ha richiamato anche il settore della pesca, indicando la possibilità di una forma di tutela assimilabile alla cassa integrazione quando i lavoratori siano costretti a fermarsi, ad esempio a causa di calamità naturali.
Anche in questo caso le dichiarazioni disponibili non permettono ancora di ricostruire la disciplina della possibile misura.
Una forma di sostegno esiste già nel quadro 2026.
È previsto infatti un finanziamento fino a 30 milioni di euro per un’indennità giornaliera, entro il limite di 30 euro, destinata ai dipendenti della pesca marittima interessati da periodi di arresto temporaneo.
Sarà quindi necessario capire in che modo l’eventuale nuovo strumento si differenzierà o si integrerà con quello già esistente.
La manovra si misurerà sull’effetto concreto per le aziende
IRPEF, gasolio e Agricoltura 4.0 rappresentano i tre principali fronti indicati da Lollobrigida.
Per le imprese agricole, però, la verifica decisiva arriverà con i testi definitivi.
La conferma dell’agevolazione IRPEF dovrà chiarire soglie e beneficiari. Sul gasolio sarà necessario distinguere la continuità dell’agevolazione dalle misure straordinarie adottate durante l’anno. Per i 160 milioni del 4.0 conteranno invece percentuali, beni ammissibili, scadenze e soprattutto tempi di attuazione.
La differenza tra uno stanziamento e un beneficio reale passa da qui.
Per un agricoltore non basta sapere quanti milioni sono iscritti nella manovra: serve poter stabilire con ragionevole certezza quale beneficio spetta alla propria azienda, quando sarà disponibile e quali condizioni dovranno essere rispettate.
È su questa capacità di trasformare le risorse annunciate in strumenti effettivamente utilizzabili che si misurerà l’impatto della prossima legge di bilancio.
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