Scadenze fiscali novembre 2026: tutte le date da ricordare


Dopo un ottobre relativamente tranquillo, novembre si presenta come uno dei mesi più pesanti dell’anno per contribuenti, partite Iva e imprese. Il calendario fiscale di novembre 2026 si apre con l’invio delle dichiarazioni annuali, rinviato dal 31 ottobre, prosegue con i consueti versamenti di metà mese e si chiude con il secondo acconto delle imposte sui redditi, a cui quest’anno si sommano le rate di ben due rottamazioni delle cartelle.

Gli appuntamenti si concentrano in tre giornate, tutte di lunedì: il 2, il 16 e il 30 novembre. Nel mezzo, qualche scadenza minore ma da non trascurare, dal 730 integrativo all’invio degli elenchi Intrastat.

Ma quali sono le date da segnare? Chi deve decidere entro il 2 novembre sul concordato preventivo? E come cambia il secondo acconto con il taglio dell’Irpef al 33%?

 

In questo articolo:

 

  • 2 novembre: dichiarazioni dei redditi, 770 e concordato preventivo
  • Dal 10 al 25 novembre: 730 integrativo, F24 di metà mese, Enasarco e Intrastat
  • 30 novembre: il secondo acconto delle imposte
  • 30 novembre: rottamazioni, Lipe, bollo e rivalutazioni

 

2 novembre: dichiarazioni dei redditi, 770 e concordato preventivo

Il mese si apre con una serie di adempimenti che, in condizioni normali, scadrebbero il 31 ottobre. Poiché quest’anno quella data cade di sabato e il 1° novembre è festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo utile: lunedì 2 novembre.

Entro questa data va trasmesso in via telematica il Modello Redditi 2026, relativo ai redditi 2025, sia per le persone fisiche sia per le società di persone e di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare.

Insieme al Modello Redditi scadono la dichiarazione Irap e il Modello 770/2026, con cui i sostituti d’imposta comunicano le ritenute operate nel 2025 e i relativi versamenti.

Il 2 novembre è anche l’ultimo giorno per chi, avendo già presentato il Modello 730, deve correggere la dichiarazione a proprio sfavore con un Modello Redditi correttivo. Chi non rispetta il termine può ancora presentare la dichiarazione tardiva entro novanta giorni, ma pagando una sanzione.

Sempre entro lunedì 2 novembre i contribuenti soggetti agli Indici sintetici di affidabilità (Isa) devono decidere se aderire al concordato preventivo biennale per il biennio 2026-2027, accettando la proposta di reddito formulata dall’Agenzia delle Entrate.

L’adesione si esercita direttamente nella dichiarazione dei redditi oppure inviando in autonomia il modello Cpb. Restano esclusi i contribuenti in regime forfetario. Le regole aggiornate sono state riassunte dall’Agenzia nella circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026.

Alla stessa data scadono anche l’opzione per il regime di trasparenza delle Srl e la presentazione del modello Iva TR per chiedere il rimborso o la compensazione del credito Iva del terzo trimestre.

Dal 10 al 25 novembre: 730 integrativo, F24 di metà mese, Enasarco e Intrastat

Entro martedì 10 novembre chi ha presentato il 730 e non può ricevere il rimborso dal proprio datore di lavoro, ad esempio perché ha cambiato impiego, può inviare un 730 integrativo “di tipo 2” per indicare un nuovo sostituto d’imposta oppure nessuno, così da ottenere il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Lunedì 16 novembre torna l’appuntamento con l’F24 di metà mese. I contribuenti con liquidazione Iva mensile versano l’imposta di ottobre, mentre quelli trimestrali pagano l’Iva del terzo trimestre 2026, maggiorata dell’1% a titolo di interessi.

Nello stesso giorno scadono le ritenute su redditi di lavoro dipendente e autonomo, i contributi Inps dei dipendenti e della Gestione separata, la terza rata dei contributi fissi di artigiani e commercianti e la quarta rata dell’autoliquidazione Inail. Le partite Iva che hanno scelto di dilazionare saldo e primo acconto emersi dalla dichiarazione dovranno inoltre versare la rata in scadenza.

Venerdì 20 novembre le aziende preponenti versano i contributi Enasarco del terzo trimestre per i propri agenti, mentre mercoledì 25 novembre va trasmesso l’elenco Intrastat delle operazioni intracomunitarie di ottobre da parte dei soggetti con obbligo mensile.

30 novembre: il secondo acconto delle imposte

La data più importante del mese è lunedì 30 novembre, termine per il versamento della seconda o unica rata dell’acconto 2026 di Irpef, Ires e Irap, oltre che della cedolare secca, dell’Ivie, dell’Ivafe e dell’imposta sostitutiva dovuta dai forfetari. A differenza del saldo e del primo acconto di giugno, il secondo acconto non si può rateizzare: va pagato con F24 in un’unica soluzione.

Per la generalità dei contribuenti l’acconto è ripartito tra un 40% versato a giugno e un 60% a novembre. Chi aveva un acconto complessivo inferiore a 257,52 euro paga invece tutto in un’unica soluzione proprio a novembre. Per i soggetti Isa e per i forfetari la ripartizione è diversa, con due rate di pari importo al 50%. Entro la stessa data si versa anche il secondo acconto dei contributi Inps per artigiani, commercianti e iscritti alla Gestione separata.

Quest’anno l’appuntamento ha una particolarità legata alla Legge di Bilancio 2026, che ha abbassato dal 35% al 33% l’aliquota Irpef per i redditi compresi tra 28mila e 50mila euro. Chi calcola l’acconto con il metodo storico lo commisura all’imposta 2025, determinata ancora con l’aliquota al 35%, e vedrà il beneficio del taglio solo con il saldo di giugno 2027. Chi invece adotta il metodo previsionale può stimare già oggi l’imposta 2026 con la nuova aliquota e versare di meno, ma si assume il rischio di sanzioni se la previsione si rivelerà troppo bassa.

Lavoratori dipendenti e pensionati che hanno presentato il 730 con sostituto d’imposta non devono fare nulla: il secondo acconto viene trattenuto direttamente nella busta paga o nella pensione di novembre. Chi aveva un 730 senza sostituto, invece, deve pagare in autonomia con l’F24, come spiegato nella nostra guida al pagamento del debito del 730.

30 novembre: rottamazioni, Lipe, bollo e rivalutazioni

Il 30 novembre è una data cruciale anche per chi ha aderito alla definizione agevolata delle cartelle. Scade infatti la terza rata della Rottamazione-quinquies, dopo quelle del 31 luglio e del 30 settembre. Per questa rata non sono previsti i cinque giorni di tolleranza: il pagamento va effettuato entro la scadenza.

La decadenza dal piano scatta con il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, dell’ultima rata o della prima, ma è bene non accumulare ritardi. Dal 2027 le rate della quinquies seguiranno una cadenza bimestrale fissa: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre.

Nello stesso giorno scadono la 14ª rata della Rottamazione-quater e la 6ª rata della riammissione. In questo caso la tolleranza di cinque giorni si applica: il pagamento è considerato tempestivo se effettuato entro lunedì 7 dicembre.

Entro il 30 novembre le partite Iva devono inoltre trasmettere la comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva (Lipe) del terzo trimestre e versare l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel terzo trimestre senza Iva per importi superiori a 77,47 euro.

Infine, scade il termine per la rivalutazione di terreni e partecipazioni posseduti al 1° gennaio 2026. Entro il 30 novembre occorre giurare la perizia di stima e versare l’imposta sostitutiva, o la prima di tre rate annuali. Con la Legge di Bilancio 2026 l’aliquota è rimasta al 18% per i terreni ma è salita al 21% per le partecipazioni. Nella stessa giornata cadono anche le rate dell’estromissione agevolata degli immobili strumentali e dell’assegnazione agevolata dei beni ai soci.


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