«Ripopola Calabria», De Cicco attacca la Regione: “17 milioni per chi arriva, dimenticati i calabresi”


Il programma, volto ad assegnare in
comodato d’uso gratuito immobili riqualificati nei piccoli comuni a chi risiede
fuori regione da almeno tre anni, calpesta, secondo il consigliere, i diritti
elementari di chi in Calabria vive, resiste e vorrebbe costruire il proprio
futuro.

«La Regione lancia l’ennesimo bando spot
che incentiva e premia chi sceglie di venire ad abitare in Calabria,
dimenticandosi completamente di chi in questa terra ci è nato, ci vive e
subisce quotidianamente un’ingiusta condanna all’esilio»
, dichiara De Cicco. «È un cortocircuito politico inaccettabile: si
offrono case riqualificate a chi risiede fuori regione da anni, mentre si
costringono i calabresi nativi e residenti ad abbandonare la propria terra
perché impossibilitati a trovare una soluzione abitativa stabile».

Il nodo della protesta politica affonda
le radici nella drammatica realtà vissuta dai giovani calabresi, da single e da
giovani coppie che, a causa della totale assenza di stabilità contrattuale nel
lavoro e della mancanza di garanzie bancarie, non riescono a ottenere un
affitto regolare né un mutuo per l’acquisto della prima casa. Di fronte a
queste barriere insormontabili, intere generazioni sono costrette a fare le
valigie per emigrare altrove, alla ricerca di occupazioni stabili e di dignità
sociale.

 “Una misura che grida vendetta e rappresenta l’emblema di una politica
regionale miope, capace di stendere tappeti rossi per chi viene da fuori mentre
volta cinicamente le spalle ai residenti”. È durissimo il giudizio
politico
del consigliere regionale dei Democratici Progressisti
Meridionalisti, Francesco De Cicco, da sempre in prima linea per il
diritto all’abitare e per interventi concreti di edilizia popolare, che torna
ad attaccare la misura regionale “Ripopola Calabria”, finanziata con
oltre 17 milioni di euro.

Il programma, volto ad assegnare in
comodato d’uso gratuito immobili riqualificati nei piccoli comuni a chi risiede
fuori regione da almeno tre anni, calpesta, secondo il consigliere, i diritti
elementari di chi in Calabria vive, resiste e vorrebbe costruire il proprio
futuro.

«La Regione lancia l’ennesimo bando spot
che incentiva e premia chi sceglie di venire ad abitare in Calabria,
dimenticandosi completamente di chi in questa terra ci è nato, ci vive e
subisce quotidianamente un’ingiusta condanna all’esilio»
, dichiara De Cicco. «È un cortocircuito politico inaccettabile: si
offrono case riqualificate a chi risiede fuori regione da anni, mentre si
costringono i calabresi nativi e residenti ad abbandonare la propria terra
perché impossibilitati a trovare una soluzione abitativa stabile».

Il nodo della protesta politica affonda
le radici nella drammatica realtà vissuta dai giovani calabresi, da single e da
giovani coppie che, a causa della totale assenza di stabilità contrattuale nel
lavoro e della mancanza di garanzie bancarie, non riescono a ottenere un
affitto regolare né un mutuo per l’acquisto della prima casa. Di fronte a
queste barriere insormontabili, intere generazioni sono costrette a fare le
valigie per emigrare altrove, alla ricerca di occupazioni stabili e di dignità
sociale.

«Mentre i nostri figli e le nostre
figlie sono costretti ad andarsene per disperazione, la Regione spende oltre 17
milioni di euro per attrarre nuovi residenti da fuori, trattando i residenti
storici come cittadini di serie B», incalza il consigliere dei Democratici
Progressisti Meridionalisti. «La priorità non può essere il marketing
territoriale per chi arriva da fuori, lasciando macerie e precarietà per chi
resta. Servono interventi strutturali di edilizia residenziale pubblica, fondi
per la manutenzione degli alloggi fatiscenti che già esistono e tutele vere per
i giovani calabresi».

«Continueremo a denunciare questa
gestione fallimentare e a batterci nelle istituzioni affinché le risorse
pubbliche
tornino a sostenere chi non vuole rassegnarsi a lasciare la Calabria»
, conclude De Cicco.

“Una misura
che grida vendetta e rappresenta l’emblema di una politica regionale miope,
capace di stendere tappeti rossi per chi viene da fuori mentre volta
cinicamente le spalle ai residenti”. È durissimo il giudizio politico del
consigliere regionale dei Democratici Progressisti Meridionalisti, Francesco
De Cicco
, da sempre in prima linea per il diritto all’abitare e per
interventi concreti di edilizia popolare, che torna ad attaccare la misura
regionale “Ripopola Calabria”, finanziata con oltre 17 milioni di
euro.

Il programma, volto
ad assegnare in comodato d’uso gratuito immobili riqualificati nei piccoli
comuni a chi risiede fuori regione da almeno tre anni, calpesta, secondo il
consigliere, i diritti elementari di chi in Calabria vive, resiste e vorrebbe
costruire il proprio futuro 

«La Regione
lancia l’ennesimo bando spot che incentiva e premia chi sceglie di venire ad
abitare in Calabria, dimenticandosi completamente di chi in questa terra ci è
nato, ci vive e subisce quotidianamente un’ingiusta condanna all’esilio»
, dichiara De Cicco. «È un
cortocircuito politico inaccettabile: si offrono case riqualificate a chi
risiede fuori regione da anni, mentre si costringono i calabresi nativi e
residenti ad abbandonare la propria terra perché impossibilitati a trovare una
soluzione abitativa stabile».

Il nodo della
protesta politica affonda le radici nella drammatica realtà vissuta dai giovani
calabresi, da single e da giovani coppie che, a causa della totale assenza di
stabilità contrattuale nel lavoro e della mancanza di garanzie bancarie, non
riescono a ottenere un affitto regolare né un mutuo per l’acquisto della prima
casa. Di fronte a queste barriere insormontabili, intere generazioni sono
costrette a fare le valigie per emigrare altrove, alla ricerca di occupazioni
stabili e di dignità sociale.

«Mentre i nostri
figli e le nostre figlie sono costretti ad andarsene per disperazione, la
Regione spende oltre 17 milioni di euro per attrarre nuovi residenti da fuori,
trattando i residenti storici come cittadini di serie B», incalza il
consigliere dei Democratici Progressisti Meridionalisti. «La priorità
non può essere il marketing territoriale per chi arriva da fuori, lasciando
macerie e precarietà per chi resta. Servono interventi strutturali di edilizia
residenziale pubblica, fondi per la manutenzione degli alloggi fatiscenti che
già esistono e tutele vere per i giovani calabresi».

«Continueremo a
denunciare questa gestione fallimentare e a batterci nelle istituzioni affinché
le risorse pubbliche tornino a sostenere chi non vuole rassegnarsi a lasciare
la Calabria»
, conclude De
Cicco.


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