«A differenza di altri corsi, l’ITS permette di acquisire competenze specifiche spendibili sul mercato del lavoro, frutto di percorsi concordati con le imprese, le associazioni di categoria e i consorzi del territorio». Michele Capalbo, direttore della Fondazione ITS Academy “Elaia Calabria” spiega così la filosofia alla base della realtà di Vibo Valentia da lui diretta, nata cinque anni e mezzo fa e impegnata a costruire percorsi formativi dedicati al settore turistico. Un modello che consente agli studenti di entrare rapidamente in contatto con il lavoro attraverso gli stage, mentre le aziende possono verificare sul campo le nuove risorse formate: «Ogni biennio ha una programmazione basata sui profili professionali più richiesti. L’offerta gratuita dell’ITS si rivolge non solo ai giovani ma anche a persone già occupate che desiderano acquisire competenze specifiche o aggiornarsi, senza limiti di età». Una proposta particolarmente coerente con il contesto regionale: «La Calabria non è solo mare, ma turismo esperienziale, Parchi naturali e borghi straordinari».
Le opportunità
Entro il 30 novembre saranno tre i corsi in partenza: “Management Turistico di Parchi e Aree Protette”, “Turismo Sportivo e Sport Event Management” e “Food&Beverage & Hospitality Management”. «Si tratta di figure di cui il mercato del lavoro ha bisogno – afferma – nel caso del turismo verso i parchi e sportivo, mancano in Calabria dei professionisti specializzati nell’intercettare questi flussi. Nel terzo caso, le aziende necessitano oggi di una figura mista che alle competenze dell’Hospitality affianchi quelle verso Food&Beverage». Sono già partiti lo scorso anno, invece, due corsi della programmazione biennale della Regione Calabria: “Turismo Esperienziale & Destination Management” e “Metaverse & Innovation for Tourism Management”.
Tecnologie all’avanguardia
Non manca l’impegno verso le nuove tecnologie. È in questa direzione che la Fondazione ITS Academy “Elaia Calabria”, presieduta da Cataldo Lopardo, ha investito in modo significativo, anche grazie alle risorse messe a disposizione dal PNRR proprio agli ITS: «Lo facciamo grazie al corso “Metaverse & Innovation for Tourism Management”». Tra i docenti ci sono gli esperti del settore che affrontano quotidianamente queste tematiche sul campo: «L’obiettivo è che i nostri studenti lavorino molto con specialisti che hanno competenze da condividere. Questo confronto diretto è parte integrante del percorso formativo e permette di trasformare le tecnologie in strumenti concreti di apprendimento». Tra gli ambiti di lavoro c’è la modellizzazione e lo sviluppo di piattaforme avanzate per promuovere il turismo online. Un’attività resa ancora più concreta dalla collaborazione, ad esempio, con il tour operator I Viaggi dell’Arca, che ha implementato la piattaforma web VisitPollino.it con un avanzato sistema CMS automatizzato. Prosegue: «Con gli studenti del corso lavoriamo anche per colmare il gap del territorio regionale sui contenuti legati al metaverso. Cerchiamo realtà come piccoli borghi o musei caratterizzanti ma poco conosciuti e poi facciamo dei campus per creare questi contenuti e regalarli al territorio. Il lavoro può tradursi in strumenti come QR code e contenuti 3D. Collaboriamo anche con alcuni consorzi alberghieri calabresi e in questo caso i nostri studenti realizzano la visita in 3D di camere o dell’hotel. In questo modo, l’innovazione tecnologica diventa contemporaneamente una palestra per i ragazzi, per le imprese e un’opportunità per valorizzare le realtà locali».
Progetti
Accanto alla formazione tecnologica, la Fondazione continua a investire anche sull’orientamento. È questo il senso del progetto “Scelgo consapevolMENTE”, attivo da due anni e destinato a gruppi di studenti più motivati delle classi V: «Andiamo gratuitamente nelle scuole ma non presentiamo solo l’offerta formativa, poiché realizziamo laboratori interattivi e coinvolgenti per permettere agli studenti di sperimentare direttamente ciò che potrebbero fare. È un metodo che funziona e che si collega anche al percorso 4+2 promosso dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara». L’iniziativa costituisce una risposta alle criticità segnalate dall’UE e s’inquadra nelle azioni previste dalle nuove linee guida per l’orientamento scolastico (DM 328 del 22/12/22). L’attività di orientamento non si limita però agli studenti delle scuole. Un ulteriore progetto coinvolge le persone impegnate nel servizio civile, che terminano il proprio percorso solitamente a giugno e si trovano quindi a dover affrontare una nuova scelta formativa o professionale: «Anche in questo caso, l’attività prevede non soltanto la presentazione dell’offerta ma anche laboratori. Lo facciamo insieme al CSV della Regione Calabria, con un’attività articolata per la provincia di Cosenza».
Diffondere consapevolezza
Resta aperta, tuttavia, una sfida: «In altre regioni gli studenti neodiplomati e i loro genitori vedono l’ITS come un modo per trovare lavoro, mentre in Calabria le famiglie hanno la concezione che sia sempre meglio iscriversi all’università». Una scelta che, secondo Capalbo, non può essere considerata a priori la più adatta per tutti, poiché «nel nostro caso serve la stessa predisposizione allo studio di chi sceglie l’università. È proprio sulla necessità di diffondere maggiore consapevolezza che si concentra una parte importante del lavoro da fare». I numeri raccontano infatti una distanza ancora significativa: «Su circa 1.000 studenti sentiti lo scorso anno solo una ventina si sono poi iscritti, mentre in regioni a noi vicine neanche si fa orientamento perché la domanda è alta. L’auspicio è che si vada in questa direzione anche in Calabria, fornendo maggiori informazioni ai genitori». Un’esigenza che trova una risposta concreta nei risultati ottenuti: «Il 70% dei nostri diplomati trova lavoro entro un anno. Un dato che, calato nella realtà calabrese, assume un significato particolarmente rilevante e dimostra come le potenzialità non manchino. La sfida è riuscire a renderle sempre più visibili», conclude.
Per informazioni: www.itselaiacalabria.org
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