sconto di 4,9 cent al litro


Il taglio delle accise sul diesel torna, ma durerà solo undici giorni. Dopo oltre tre settimane senza interventi, il governo ha deciso di ridurre di nuovo il prelievo fiscale sul gasolio. Lo sconto è di 4 centesimi al litro, che salgono a 4,9 centesimi con l’Iva. La misura è scattata oggi, 28 ottobre, in modo un po’ inatteso, e resterà in vigore fino al 7 novembre compreso. A quella data l’esecutivo valuterà se prolungarla, in base alle nuove risorse disponibili.

L’intervento arriva dopo un periodo di forte tensione. L’ultimo sconto sulle accise del gasolio si era chiuso il 5 ottobre. Nelle settimane successive i prezzi alla pompa sono saliti e la protesta degli autotrasportatori si è allargata.

Cosa prevede il decreto

Il provvedimento è un decreto interministeriale firmato dal ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase). È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 250 del 27 ottobre 2026. Il testo spiega che l’obiettivo è “compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto rispetto all’ultima previsione, derivanti dall’aumento del prezzo internazionale, espresso in euro, del petrolio greggio”. Per questo, dal 28 ottobre al 7 novembre 2026 l’accisa sul gasolio è fissata a 632,90 euro per mille litri.

Quella cifra è il nuovo livello dell’aliquota, non l’importo dello sconto. Il beneficio effettivo resta di circa 4 centesimi al litro prima dell’Iva. La benzina invece è esclusa dal taglio.

Come funzionano le accise mobili

Lo sconto si basa sul meccanismo delle accise mobili. Lo Stato usa l’Iva incassata in più del previsto, proprio a causa dei rincari dei carburanti, per ridurre in proporzione le accise e attenuare così gli aumenti. Rispetto agli sconti pagati con fondi pubblici, questo sistema non pesa sul deficit, ma consente riduzioni più contenute.

Le risorse arrivano dall’extragettito Iva registrato a settembre. Qualche settimana fa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo aveva stimato in circa 170 milioni di euro. Secondo il Sole 24 Ore, il governo ne ha destinati 38,7 milioni al taglio sul diesel. Il decreto lo conferma: la copertura arriva “con quota parte, pari a 38,7 milioni di euro, del maggior gettito conseguito nel periodo dal 1° settembre al 30 settembre 2026 in relazione ai versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto”.

La scadenza del 7 novembre non esclude una proroga. Quando saranno disponibili i dati sull’extragettito Iva di ottobre, il governo potrà decidere un nuovo intervento con lo stesso meccanismo.

Dai 17 centesimi ai 4: la parabola degli sconti

Lo sconto di oggi è molto più piccolo di quelli dei mesi scorsi. Il provvedimento approvato a metà settembre aveva ridotto gradualmente l’agevolazione straordinaria su accise e Iva per il gasolio: prima 17 centesimi al litro, poi 12,2, infine 6,1. Prima ancora, tra aprile e maggio, il taglio era stato prorogato con una riduzione iniziale di 24,4 centesimi al litro. Palazzo Chigi aveva poi annunciato di voler lasciare gli sconti generalizzati, che favoriscono chi consuma di più e quindi i più ricchi, per passare a misure mirate sulle categorie più colpite dai rincari. Su queste misure, però, non è ancora stato trovato un accordo politico.

Quanto si risparmia davvero

Il risparmio per gli automobilisti è limitato. Secondo il Codacons, su un pieno di gasolio si risparmieranno appena 2,44 euro. Sulla rete stradale il gasolio costa circa 25 centesimi al litro più della benzina. Se lo sconto arrivasse per intero ai distributori, il prezzo medio del gasolio self scenderebbe intorno a 2,21 euro al litro.

Eni abbassa il tetto sul diesel, Q8 proroga fino a dicembre

Accanto al taglio fiscale proseguono le iniziative delle compagnie energetiche per contenere i prezzi. Eni ha esteso il suo price cap fino alla fine dell’anno. L’amministratore delegato Claudio Descalzi aveva anticipato che il gruppo avrebbe seguito l’andamento del mercato e le forniture disponibili per decidere il livello del tetto nel corso del periodo. Il limite per il diesel ora scende a circa 2,20 euro al litro, dai precedenti 2,25 euro. Per la benzina il tetto resta a 1,99 euro al litro.

Anche Q8 ha confermato che il suo impegno durerà fino al 31 dicembre. La compagnia ha spiegato di voler dare un contributo concreto alle richieste del governo, sostenendo i consumatori ma tenendo conto dell’andamento del mercato e della sostenibilità economica dell’intera filiera.

Le reazioni: consumatori, cooperative e autotrasporto

Le associazioni dei consumatori hanno criticato il decreto. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha parlato di “taglio delle accise ridicolo”. Secondo lui il provvedimento è una presa in giro sia per l’importo, meno di 5 centesimi Iva inclusa, sia per la durata. Il Codacons lo definisce un’elemosina che non risolverà l’emergenza caro carburanti, anche perché esclude la benzina, che alla pompa resta ben sopra i 2 euro al litro. Assoutenti parla di un mini-taglio arrivato tardi. Secondo l’associazione, i prezzi praticati oggi ai distributori non sembrano ancora riflettere lo sconto. Il presidente Gabriele Melluso chiede al governo di vigilare sulla corretta applicazione della misura, anche tramite Mister Prezzi e la Commissione di allerta rapida. Sul fronte delle risorse, Legacoop avverte che servirebbero 180 milioni per coprire lo sconto fino a fine anno.

Per l’autotrasporto il quadro è più complesso. Assotir segnala che, con la nuova aliquota, il rimborso delle accise per le imprese di trasporto merci conto terzi con veicoli Euro V ed Euro VI scende a 229,98 euro ogni mille litri per tutto il periodo dello sconto. In pratica, per molte aziende del settore una parte del beneficio viene compensata dal minor rimborso. La tensione resta alta. Già a inizio ottobre la presidente di Assotir, Anna Vita Manigrasso, aveva avvertito che l’autotrasporto, se non si fermerà per protesta, si fermerà per il costo del gasolio. Il segretario generale Claudio Donati non aveva escluso uno sciopero di categoria. Nelle scorse settimane la mobilitazione si è estesa al Sud, con fermi annunciati in Calabria e Sicilia dal 16 al 20 ottobre e presidi in Puglia e Basilicata.

Anche i sindacati confederali denunciano la crisi del settore. A Piacenza Salvatore Buono della Fit Cisl ha definito il caro gasolio un vero salasso per i padroncini. Massimo Tarenchi della Filt Cgil ha criticato l’eccessiva dipendenza dal trasporto su gomma, che in Italia arriva all’85%. Francesco Bighi della Uil teme fenomeni speculativi. In Umbria la Filt Cgil parla di mille posti di lavoro a rischio nella logistica. La Cgil continua inoltre a chiedere un taglio delle accise stabile e duraturo, insieme a una revisione della tassazione sui margini delle aziende energetiche. La richiesta comune a lavoratori e imprese è la stessa: interventi strutturali, non sconti di pochi giorni.


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