Il quadro resta pesante per gli automobilisti. I prezzi medi rilevati sulla rete nazionale si mantengono sopra quota 2 euro al litro sia per la benzina sia per il gasolio, con valori ancora più elevati lungo le autostrade
Salgono i prezzi dei carburanti, soprattutto del gasolio in coincidenza del dimezzamento del taglio delle accise (da 12,2 a 6,1 centesimi) L’aumento di oggi tocca anche la benzina ma per il diesel è inferiore a quello fiscale. In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio self service lungo la rete stradale è di 2,158 euro al litro per la benzina e 2,357 euro per il gasolio (ieri 2,154 euro al litro per la benzina e 2,338 euro al litro per il gasolio). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,252 euro al litro per la benzina e 2,439 euro al litro per il gasolio (ieri 2,247 euro al litro per la benzina e 2,421 euro al litro per il gasolio).
Il governo plaude all’iniziativa dell’Eni che prova a calmierare i pressi – come vedremo più avanti – ma sembra più impegnato su altri fronti. Dalla Milano Fashion Week all’ipotesi fiducia sulla nuova legge elettorale, dal burqa nelle scuole fino all’ipotesi del taglio Irpef per tre milioni di italiani appartenenti al ceto medio (da finanziare con quali tagli?), Giorgia Meloni è impegnata in una propaganda continua per recuperare punti nei sondaggi. Una campagna elettorale continua, fatta di promesse ed effetti speciali che sembra disancorata dalla realtà, condizionata da un costo della vita ormai insostenibile per la maggioranza degli italiani.
Carburanti, quanto costano oggi
Il quadro resta pesante per gli automobilisti. I prezzi medi rilevati sulla rete nazionale si mantengono sopra quota 2 euro al litro sia per la benzina sia per il gasolio, con valori ancora più elevati lungo le autostrade. Il monitoraggio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy viene aggiornato ogni mattina sulla base dei prezzi praticati dagli impianti.
A rendere ancora più delicata la situazione è il nuovo cambio delle accise sul gasolio. Da oggi, sabato 26 settembre, l’agevolazione fiscale viene ridotta, con l’accisa sul gasolio che passa da 572,90 a 622,90 euro per mille litri. Il nuovo livello resterà in vigore fino al 5 ottobre, secondo quanto stabilito dal decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162.
Il taglio fiscale sul gasolio, che fino a ieri garantiva una riduzione di 12,2 centesimi al litro, scende quindi a 6,1 centesimi considerando anche l’effetto dell’Iva. Secondo i calcoli del Codacons riportati nel testo, per un pieno di gasolio l’impatto della riduzione dello sconto è di circa 3,05 euro.
Dal 6 ottobre cambia il meccanismo
La misura attualmente in vigore è destinata a lasciare spazio, dal 6 ottobre, al meccanismo delle cosiddette accise mobili. L’obiettivo previsto dal provvedimento è utilizzare le maggiori entrate Iva legate all’aumento delle quotazioni del greggio per intervenire sulle accise.
Nel frattempo, però, arriva una novità direttamente dal mercato. Eni ha annunciato un tetto ai prezzi dei carburanti venduti attraverso la propria rete Enilive, fissando un massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio.
Codacons, dall’ inizio della guerra in Medio Oriente il gasolio è rincarato del 37% in sette mesi
Con i prezzi dei carburanti aggiornati ad oggi la stangata sul gasolio sfiora da inizio guerra la maxi-cifra di 32 euro a pieno. Lo afferma il Codacons, che sottolinea inoltre come il dimezzamento dello sconto sulle accise da 12,2 a 6,1 centesimi di euro scattato oggi non sia stato ancora interamente trasferito sui listini finali alla pompa, destinati a salire ulteriormente nelle prossime ore.
Rispetto al 27 febbraio scorso, prima dell’inizio del conflitto in Medio Oriente, un litro di gasolio costa oggi 63,4 centesimi di euro in più, con un incremento in sette mesi del +36,8% – analizza il Codacons – La benzina nello stesso periodo è salita di 48,6 centesimi di euro al litro, pari ad un aumento del +29%. “Da inizio conflitto – sottolinea l’associazione dei consumatori – per un pieno di gasolio sulla rete ordinaria gli italiani spendono 31,7 euro in più, mentre per la benzina la maggiore spesa è da 24,3 euro a pieno.
La mossa di Eni di bloccare la crescita dei listini alla pompa fissando un tetto massimo ai prezzi dimostra come sia possibile intervenire sui prezzi dei carburanti – afferma l’associazione – per questo chiediamo oggi al governo di attivarsi ricorrendo allo strumento del price cap, già da tempo invocato dagli operatori del settore, almeno fino al termine dell’emergenza”.
Eni, il price cap parte dal 28 settembre
Il nuovo price cap entrerà in vigore lunedì 28 settembre e avrà inizialmente una durata di 30 giorni, con la possibilità di un’estensione fino alla fine dell’anno in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.
Eni precisa che il tetto è “correlato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore” e lo definisce un “nuovo contributo di solidarietà al Paese, ai consumatori e alla propria clientela”.
La società ricorda inoltre le iniziative adottate dallo scorso marzo, quando aveva deciso di trasferire solo in parte sui prezzi consigliati gli aumenti delle quotazioni internazionali, “assorbendone così una parte significativa”. RRaiNews
Il limite di 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio sarà operativo dal 28 settembre.
Palazzo Chigi: “Atto di attenzione all’Italia”
La decisione è stata accolta positivamente dal governo. Palazzo Chigi ha parlato di un “lodevole atto di attenzione all’Italia, che va nella auspicata direzione di calmierare il caro carburante che, a causa del difficile contesto internazionale, sta colpendo le famiglie italiane”.
Fonti di governo riferiscono inoltre che l’esecutivo si sarebbe mosso “da tempo” nei confronti dell’azienda, attraverso una forma di moral suasion. “Era una delle carte che avevamo a disposizione per provare a calmierare il prezzo dei carburanti”, spiegano le stesse fonti. “Alla fine, Eni ha accettato”.
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